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Famiglia Labus
Se la famiglia Labus non possiede vetuste memorie,
interessa tuttavia pei virili ed assennati propositi, per la gagliardia
dell’animo, per la singolarità de’ casi.
Ancora saldo e rigoglioso ne prosperava il ceppo in una settentrionale
regione d’Europa, allora quando staccava sene un tralcio,
che, recato giù giù a mezzodì fino all’erto
e mal noto recesso, detto nell’evo medio Roma o Rascia, poi
santo Saba, sviluppo una certa vigoria, ma non attecchì veramente
fino a che non ebbe a gittare nuove radici nella nostra contrada.
I Labus stanziavano a mezzo il secolo XVII in Allemagna, e precisamente
Marca Brandeburghese che siano d’ allora annunziava le grandi
qualità politiche e militari, onde giunse più tardi
a rigenerare il potente Impero.
Il Primo Labus, di cui si hanno indubbie notizie,chiamavasi Stefano,
ed ebbe a patria un paese dove, oltre l’omonimo villaggio
situato presso Coslino in Pomerania, oltre alcuni poderi appartenenti
alla famiglia, incontrandosi anche oggidì non pochi altri
luoghi di voce analoga, come Labussow, Labuhn, Labuhnken, Labbuhn,
Laben, Labes, Labetz, Labissow, Leba e Lebus.
Quali fossero la lingua , il culto e la sociale
condizione dei più vecchi Labus non possiamo indicare, perocchè
in mezzo a tante immigrazioni e sconvolgimenti ne manca il filo
che ne guidi nell’inestricabile labirinto, ben però
ci è lecito congetturare che all’epoca, se non altro,
alla quale risalcono le più antiche notizie della famiglia,
i Labus dovevano appartenere alla classe de signorotti slavi, se
possedevano delle tenute e de vassalli,e, quantunque il paese avesse
in massima parte abbracciato il protestantismo,e’ non dovevano
punto essersi dipartiti dalle loro primitive credenze cattoliche,
se giunsero a rinunciare alle natie pianure per avventurarsi fra
selve e dirupi, in mezzo a schiatte congeneri, professanti una medesima
fede, non sofferenti altro freno che quello di antimonarchiche aristocrazie.
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Famiglia
Pullè La famiglia
Pullè è originaria del Cambrèsis (antiche Fiandre)
ove fin dal 1200 possedeva signorie, feudi e diritto di alta e bassa
giustizia. Nel 1580 uno dei suoi membri (Giovanni) si stabilì
in Italia, a Verona, e fu l' autore di un ramo (res. ora a Milano,
Roma, Riccione) che si distinse nel serv. delle armi, nelle lettere
e s' imparentò con le più nobili famiglie delle Venezie,
Lombardia e dell'Emilia. Nel Regno d' Italia diversi suoi membri furono
più volte deputati, senatori e sottosegretari di Stato (Leopoldo,
Francesco Lorenzo, Frangiotto). Nel 1649 la famiglia ebbe dall' arcivescovo
di Verona il feudo di San Florian nella Valporicella; nel 1660, Carlo
II duca di Mantova le concesse il titolo conte e nel 1787, i provveditori
del comune di Verona, quello di nobile della stessa città,
Conferm.quello di nob. e tit.comitale sovr. risol.16 giu 1821 e 18
dic 1824 Co (mpr). Nob. dei co. (mf) nob. di Verona (mf). D.M ricon.
1890. Arma: d' arg. mantellato d' azz.caricato da tre gigli d' oro
posati 1 a 2; l' arg. caricato di un gallo passante al nat., e un
capriolo d'oro attraversante sulla partizione.
Motto: POL EN VAILLANCE EST LION.
RAMO PRIMOGENITO
Co. Roberto Pullè, n. a Milano 26 magg.
1888, figlio di Francesco Giuseppe ( 3.3.1891) e di Rachele Locati
(MI 10.11l1937), sp. a Milano il 5.5.1925Giulia Labus [MI : c.so Venezia
13]. Nicola, nato a Bergamo il 31.8.1943. sorella : Vittoria ,nata
a Milano 9.9.1879 |